Stop Hate Speech

L’ho vissuto anch’io

Non è colpa tua se stai vivendo discorsi d’odio, e non è nemmeno normale. È importante che tu trovi supporto.

Di seguito trovi alcuni consigli. Prenditi cura di te!

Ricevere supporto diretto
  1. Parla con le persone intorno a te: Non sei responsabile della violenza che stai vivendo. Può aiutare parlarne con una o più persone di fiducia.
  2. Parla con professionisti: Consulta il tuo medico, uno specialista della salute mentale o un avvocato se desideri sporgere denuncia.

Se sei in pericolo immediato, chiama subito la polizia: 117. Consulenza per le vittime di violenza è disponibile 24 ore su 24 al 142.

Gestire i contenuti d’odio
  1. Conservare le prove: Fai degli screenshot, possibilmente con la data e l’URL/social network visibili. In caso di insulti o discorsi d’odio, questi screenshot possono essere utili per presentare un reclamo qualora il contenuto venga rimosso dalla piattaforma o dalla persona in questione.
  2. Segnalare i contenuti: Segnala sistematicamente i contenuti offensivi e denigratori alla piattaforma. Qui trovi una guida per le varie piattaforme.
  3. Bloccare gli account: Blocca gli account che diffondono discorsi d’odio. Su alcune piattaforme puoi persino bloccare intere liste e proteggerti così da attacchi mirati.

Non devi farlo da solo/a. Delega questi compiti a una o più persone di fiducia, ad esempio dando loro accesso temporaneo ai tuoi account sui social media. Ricordati di cambiare le password in seguito.

Proteggiti online

Come proteggere meglio i tuoi dati e i tuoi account.

È fondamentale che i tuoi dati personali, in particolare le informazioni sensibili come l’indirizzo, siano protetti.

  1. Cambia le password: quando scegli una password, combina un insieme di lettere, cifre e caratteri speciali (come una frase), e usane una diversa per ogni account. Ricorda di cambiarle con regolarità per aumentare la protezione.
  2. Attiva l’autenticazione a due fattori (2FA): Un passaggio aggiuntivo oltre alla password — come un codice tramite app — protegge i tuoi account.
  3. Usa connessioni sicure: Evita, se possibile, le reti Wi-Fi pubbliche, ad esempio negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie o nei ristoranti.
  4. Fai rimuovere informazioni sensibili su di te dai risultati di ricerca di Google. https://support.google.com/web. 

Altre utili risorse esterne:

  1. Maggiori informazioni sono disponibili nella nostra guida all’autoprotection digitale.
  2. Puoi visitare il sito Have I Been Pwned puoi verificare se i tuoi dati sono apparsi in una violazione di dati. In caso affermativo, cambia la password interessata.
  3. Puoi usare gli strumenti del sito VirusTotal per controllare se link o allegati sconosciuti rappresentano un rischio per la sicurezza (assicurati di fare soltanto copia e incolla dei link e di spostare i file soltanto tramite la funzionalità trascina e rilascia. Non fare clic su nessuno dei link e non aprire nessun allegato).
  4. Accessnow offre supporto digitale gratuito e su misura per le tue necessità, specialmente nel caso di attacchi mirati. 

Questi consigli sono stati creati in collaborazione con il Cyberpeace Institute.

Fai valere i tuoi diritti

Informazioni legali sugli attacchi e sui discorsi d’odio.

I procedimenti legali richiedono tempo e denaro e possono essere ri-traumatizzanti. Prima di procedere, fatti consigliare sul tuo caso da un servizio di consulenza legale o di sostegno alle vittime.

Diritto penale

Il discorso d’odio in quanto tale non costituisce un reato, ma può rientrare in varie fattispecie penali. Le più comuni sono:

Discriminazione e incitamento all’odio (Art. 261bis CP)

Chiunque inciti pubblicamente all’odio o alla discriminazione nei confronti di persone o gruppi a causa della loro razza, etnia, religione o orientamento sessuale è punibile per legge. È parimenti punibile il fatto di sminuire o discriminare pubblicamente un’altra persona o un gruppo di persone in ragione di tali caratteristiche, in modo lesivo della dignità umana.

Trattandosi di un reato perseguibile d’ufficio, le autorità devono perseguire tali atti non appena ne vengono a conoscenza. Pertanto, chiunque può denunciarli, non solo le persone direttamente colpite.

Reati contro l’onore

Il discorso d’odio rivolto direttamente a una persona e lesivo del suo onore è punibile. A seconda del caso, si tratta di diffamazione (Art. 173 CP), calunnia (Art. 174 CP) o ingiuria (Art. 177 CP).

Il perseguimento di questi reati richiede una querela formale da parte della persona interessata.

Diritto civile

L’onore, in quanto parte della personalità, è tutelato dal diritto civile (Art. 28 CC). Ciò che è protetto è la reputazione di essere una persona per bene — ovvero di comportarsi nel modo in cui, secondo la concezione comune, si comporta una persona onesta. Sono protetti anche la reputazione professionale, economica e sociale.

Le persone colpite possono, ai sensi dell’Art. 28a CC, richiedere la cessazione della violazione. Nei casi particolarmente gravi, possono essere fatte valere anche pretese di riparazione morale (Art. 28a cpv. 3 in combinato disposto con l’Art. 49 CO) o di risarcimento del danno (Art. 28a cpv. 3 in combinato disposto con l’Art. 41 CO).

Contattaci

Puoi contattarci direttamente all’indirizzo: stophatespeech@public-discourse.org. Non siamo un centro di consulenza, ma costruiamo reti tra le persone colpite e offriamo workshop.

Guida all'autoprotezione digitale

Questo progetto è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione per l'uguaglianza di genere (FEG) e décadréE, nell'ambito del quale proponiamo strumenti concreti per l'implementazione di protocolli volti ad aiutare le organizzazioni e le persone interessate a proteggersi dalle violenze e a prepararsi a reagire in modo coordinato di fronte agli attacchi online.

Se avete bisogno di supporto nell'implementazione di un protocollo, non esitate a contattarci all'indirizzo stophatespeech@public-discourse.org.

Link alla guida all'autoprotezione digitale