Non è colpa tua se stai vivendo discorsi d’odio, e non è nemmeno normale. È importante che tu trovi supporto.
Di seguito trovi alcuni consigli. Prenditi cura di te!
Se sei in pericolo immediato, chiama subito la polizia: 117. Consulenza per le vittime di violenza è disponibile 24 ore su 24 al 142.
Non devi farlo da solo/a. Delega questi compiti a una o più persone di fiducia, ad esempio dando loro accesso temporaneo ai tuoi account sui social media. Ricordati di cambiare le password in seguito.
Come proteggere meglio i tuoi dati e i tuoi account.
È fondamentale che i tuoi dati personali, in particolare le informazioni sensibili come l’indirizzo, siano protetti.
Altre utili risorse esterne:
Questi consigli sono stati creati in collaborazione con il Cyberpeace Institute.
Informazioni legali sugli attacchi e sui discorsi d’odio.
I procedimenti legali richiedono tempo e denaro e possono essere ri-traumatizzanti. Prima di procedere, fatti consigliare sul tuo caso da un servizio di consulenza legale o di sostegno alle vittime.
Diritto penale
Il discorso d’odio in quanto tale non costituisce un reato, ma può rientrare in varie fattispecie penali. Le più comuni sono:
Discriminazione e incitamento all’odio (Art. 261bis CP)
Chiunque inciti pubblicamente all’odio o alla discriminazione nei confronti di persone o gruppi a causa della loro razza, etnia, religione o orientamento sessuale è punibile per legge. È parimenti punibile il fatto di sminuire o discriminare pubblicamente un’altra persona o un gruppo di persone in ragione di tali caratteristiche, in modo lesivo della dignità umana.
Trattandosi di un reato perseguibile d’ufficio, le autorità devono perseguire tali atti non appena ne vengono a conoscenza. Pertanto, chiunque può denunciarli, non solo le persone direttamente colpite.
Reati contro l’onore
Il discorso d’odio rivolto direttamente a una persona e lesivo del suo onore è punibile. A seconda del caso, si tratta di diffamazione (Art. 173 CP), calunnia (Art. 174 CP) o ingiuria (Art. 177 CP).
Il perseguimento di questi reati richiede una querela formale da parte della persona interessata.
Diritto civile
L’onore, in quanto parte della personalità, è tutelato dal diritto civile (Art. 28 CC). Ciò che è protetto è la reputazione di essere una persona per bene — ovvero di comportarsi nel modo in cui, secondo la concezione comune, si comporta una persona onesta. Sono protetti anche la reputazione professionale, economica e sociale.
Le persone colpite possono, ai sensi dell’Art. 28a CC, richiedere la cessazione della violazione. Nei casi particolarmente gravi, possono essere fatte valere anche pretese di riparazione morale (Art. 28a cpv. 3 in combinato disposto con l’Art. 49 CO) o di risarcimento del danno (Art. 28a cpv. 3 in combinato disposto con l’Art. 41 CO).
Puoi contattarci direttamente all’indirizzo: stophatespeech@public-discourse.org. Non siamo un centro di consulenza, ma costruiamo reti tra le persone colpite e offriamo workshop.
Guida all'autoprotezione digitale
Questo progetto è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione per l'uguaglianza di genere (FEG) e décadréE, nell'ambito del quale proponiamo strumenti concreti per l'implementazione di protocolli volti ad aiutare le organizzazioni e le persone interessate a proteggersi dalle violenze e a prepararsi a reagire in modo coordinato di fronte agli attacchi online.
Se avete bisogno di supporto nell'implementazione di un protocollo, non esitate a contattarci all'indirizzo stophatespeech@public-discourse.org.
Link alla guida all'autoprotezione digitale